mercoledì 20 giugno 2012

Colazione da Tiffany




Lei, Holly Golightly (Audrey Hepburn) una donna sola che vive in un appartamento di New York con il suo gatto. E' un micio rosso tigrato senza nome, si sono conosciuti casualmente. Lui non ha un nome,  perché non si appartengono ancora, sostiene Holly. Lei vuole una casa che la faccia stare bene come il negozio di Tiffany e poi potrà dare un nome anche al suo gatto, perché da allora si apparterranno.
Ha paura di amare Holly, è uno spirito libero, frequenta solo uomini  ricchi che non le piacciono, per non innamorarsi. Paul, il nuovo vicino non è come gli altri, lui la ama, ma lei continua a scappare.
Decide a questo punto che anche il gatto deve essere libero come lei - lui è un randagio - allora lo abbandona su una strada newyorkese in una giornata di pioggia. Paul le fa capire che dovrebbe essere più coraggiosa  perchè amare significa essere felici e che se continuerà così rimarrà ingabbiata nella sua solitudine. Allora Holly ci ripensa, non corre subito da Paul però, ma dal suo gatto, piange, si dispera, perché non lo trova e poi spunta il suo muso, ora si appartengono, lo sa anche lei.
Paul è lì, osserva tutto, alla fine si baciano e tra di loro c'è anche il gatto rosso.

Trovo che sia bellissimo che abbiano scelto come metafora dell'amore il rapporto tra uomo e gatto. Non ci si appartiene solo tra esseri umani, ci si appartiene anche tra umani e non umani. L'amore è universale.




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